L’emergenza pandemica ha impresso una forte accelerazione ai processi di trasformazione digitale. Anche i più scettici, chiusi in casa e costretti allo smart working, si sono convertiti alla prospettiva di eventi, congressi, sessioni di formazione a distanza.

Nel campo della formazione obbligatoria aziendale (nella quale consideriamo anche la formazione ECM per le professioni sanitarie) l’anno del Covid, oltre ad essere particolarmente gravoso dal punto di vista lavorativo e umano, ha richiesto il ripensamento delle sessioni di formazione, decisamente cruciali in un tempo di nuove sfide e di crescita costante di nuove conoscenze.

Se la formazione a distanza, a piccole dosi, faceva già parte del bagaglio di molti, un intero anno di relazioni virtualizzate attraverso la rete ha reso sempre più indigeste le ore passate davanti allo schermo. Passato l’effetto novità, è sempre più urgente superare stanchezza e monotonia adottando nuove formule.

Primo consiglio per la formazione a distanza: ottimizza i tempi

Al netto delle durate obbligatorie legate alle esigenze dell’accreditamento, è innegabile come la formazione a distanza richieda un esercizio di concentrazione maggiore rispetto all’assistere a un momento di formazione in presenza. Avere davanti, insomma, un relatore in carne e ossa, poter alzare la propria mano per una domanda o un intervento, fermarsi con le altre persone per dialogare e scambiarsi le proprie esperienze offre alcuni indiscussi vantaggi.

Per questo, è importante “dosare” la formazione, con interventi brevi e incisivi.

Secondo consiglio per la formazione a distanza: miscela formazione sincrona a formazione asincrona “on demand”

Perché le dirette spicchino davvero in un’offerta di formazione a distanza è importante che non tutto sia in diretta. Le tecnologie digitali e le piattaforme per la formazione a distanza permettono di unire in una stessa offerta contenuti “in diretta” – da seguire mentre vengono pronunciati, con la possibilità di intervenire con domande, commenti e risposte a sondaggi – con contenuti “on demand”, da vedere a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno si voglia.

Si può provare a “mixare” questi due formati destinando parte dei contenuti alla formazione asincrona, facendo risaltare e valorizzando ulteriormente i contenuti in diretta, con i temi più interessanti e gli ospiti di maggior richiamo.

Terzo consiglio per la formazione a distanza: non solo relatori. Gioca con il formato

Mantenere alta l’attenzione e rendere un’esperienza di formazione a distanza sempre gradevole dovrebbe essere l’obiettivo di ogni formatore e di ogni provider.

Per farlo, è quanto mai necessario comprendere che la formazione a distanza non può limitarsi a proporre a distanza ciò che invece viene naturale in un contesto di compresenza fisica, ma che la formazione a distanza, grazie alle possibilità forniteci dai media digitali, può diventare un’esperienza completamente sui generis.

Studi virtuali, slide ancora più multimediali, tavole rotonde con ospiti in diretta da ogni parte del mondo, interazione in tempo reale con i social media e tramite sondaggi: offrire continue novità – curando allo stesso tempo gli aspetti tecnici fondamentali quali una buona qualità del video e un ingresso audio chiaro e pulito – è un ottimo modo per superare la “Zoom fatigue” degli ultimi mesi.

In questo caso la tecnica arriva dopo: a fare la differenza è proprio l’inventiva e l’originalità dei relatori.

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