Fai parte di una società scientifica? Scopri i 6 motivi per cui fare comunicazione

14 marzo 2019 by in category Blog, Med with 0 and 0
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Da trent’anni a questa parte le società medico-scientifiche stanno assumendo un ruolo sempre più cruciale nel mondo della sanità. Queste associazioni, nelle quali si riuniscono in modo del tutto libero medici e specializzandi di determinate branche della medicina, sono divenute un punto di riferimento non solo per chi opera nel campo medico, ma anche per l’opinione pubblica in generale e per i pazienti.

Le società medico-scientifiche, formate prima di tutti dai medici con la loro competenza e la loro esperienza, sono diventate decisive nella costruzione di quella rete, nazionale, europea e internazionale, fondamentale per l’avanzamento della ricerca scientifica. Le società medico-scientifiche sono divenute anche un presidio indispensabile per assolvere al bisogno di formazione continua di ciascun medico, che spesso, proprio grazie alla sua società di appartenenza, può continuare a tenersi aggiornato sugli ultimi passi in avanti del settore nel quale opera.

Molte società – a prescindere dalle differenze notevoli di dimensione, costituzione e scopi – hanno scelto negli ultimi anni di perfezionare il loro approccio comunicativo. Accanto alle riviste scientifiche di loro pubblicazione, molte società hanno scelto di investire in uffici stampa, siti internet moderni e funzionali, blog e portali informativi on-line, presenza sui social media.

I motivi sono numerosi, e rispondono alle logiche più profonde di ciascuna società. Ne abbiamo volute individuare sei:

TRE MOTIVI “AD INTRA”

verso i propri soci o verso gli altri specialisti del settore

1) FIDELIZZARE I SOCI

Anche prima dell’avvento del web e dei modernissimi mezzi di comunicazione così pervasivi, le società medico-scientifiche puntavano molto su riviste e circolari. Il rischio di molte società è quello di “farsi presente” nella vita dei medici solo pochi giorni all’anno, che tradizionalmente coincidono con quelli di congressi o corsi in presenza. I mezzi di comunicazione – in particolare social come Facebook, strumenti di messaggistica come Whatsapp ma anche app native dedicate – permettono ai soci di fare esperienza della società medico-scientifica molto più spesso. A volte basta far visualizzare un veloce aggiornamento, un link a un contenuto interessante, una foto celebrativa per rinsaldare il rapporto tra il socio e la società. Anche le comunicazioni più apparentemente banali o scontate possono contribuire a rinsaldare questo legame.

2) AUMENTARE IL NUMERO DI SOCI

Non tutti i medici sono affiliati alla società – o a una delle società – che rappresenta il settore della medicina di cui si occupa. L’adesione, invece, è un tema centrale per le società medico-scientifiche sia per la sostenibilità economica, sia perché, nei tavoli che contano – specie dopo le disposizioni in materia di responsabilità civile contenute nella legge Gelli – rappresentare un numero elevato di soci permette alle società di far sentire sempre più la loro voce. Comunicare in maniera attiva e costante permette non solo di trasmettere contenuti e valori, ma anche di dare all’esterno l’idea di una società viva e vitale, degna, insomma, della propria adesione. Non c’è dunque campagna associativa più efficace di una comunicazione senza interruzioni.

3) INFORMARE E FORMARE PIÙ EFFICACEMENTE

Il tempo sta diventando sempre di più merce preziosa – e purtroppo rara. I vecchi – e storici – mezzi di comunicazione istituzionale delle società medico-scientifiche, come le riviste specialistiche “edite in casa”, spesso sono andate in crisi non per un problema di costi o di sostenibilità, ma semplicemente perché i medici, presi da mille impegni, hanno meno tempo da dedicare alla lettura di ciò che percepiscono direttamente attinente alla loro attività. “Spezzettare” l’informazione – ma anche la vera e propria formazione – sui social con un linguaggio più immediato si è rivelato in molti casi la soluzione vincente.

TRE MOTIVI “AD EXTRA”

verso le istituzioni, il mondo sanitario, i pazienti e l’opinione pubblica

1) RAPPRESENTARE LA PROFESSIONE

Ovvio: per questo scopo esistono – e fanno egregiamente il loro lavoro – le realtà sindacali. Ma c’è un altro livello di “rappresentanza” più concettuale e più culturale per i medici, e in particolar modo per ciascuna branca della medicina. E questa “rappresentanza” è assolta pienamente dalle società medico-scientifiche, chiamate a comunicare all’esterno “lo stato dell’arte”, i principali traguardi e le eventuali difficoltà della categoria, sempre legate al benessere dei pazienti di cui si dovranno occupare. E non c’è strumento più immediato – non mediato – dei social network.

2) CONTRASTARE LA PSEUDOSCIENZA

Proprio sui social teorie minoritarie, pericolose, senza alcuna base scientifica hanno trovato nuova linfa e nuovi spazi di proliferazione. Ed è proprio sui social che molte società medico-scientifiche negli ultimi anni hanno deciso di “scendere in campo” per contrastare attivamente la disinformazione, sfatando miti e valorizzando la propria esperienza e le basi scientifiche del proprio lavoro.

3) CONDURRE CAMPAGNE DI PREVENZIONE O DI SENSIBILIZZAZIONE

Molte società medico-scientifiche hanno scelto i social per condurre in prima persona campagne di prevenzione o di sensibilizzazione. Scegliere i propri strumenti per parlare al grande pubblico è un’ottima modalità per trasmettere consigli di natura medica – dal partecipare agli screening sui tumori fino ad accorgimenti semplici per la quotidianità, ma con forti valenze sulla salute nel lungo termine – che però consente anche di fidelizzare una variegata opinione pubblica direttamente al nome e alla fonte affidabile della società medico-scientifica, senza intermediazioni.

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